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Dal 1645 a Breaking Dawn di Stephenie Meyer: le radici del vampirismo
4 Mesi fa -
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Di Iperio Nel 1645 viene pubblicata a Colonia la prima opera dotta sul vampirismo, un trattato del teologo di origine greca Leone Allacci, intitolata DE GRAECORUM HODIE QUORUNDAM OPINATIONIBUS, in cui viene riportata, tra le altre tradizioni popolari della Grecia moderna, quella del vampirismo, attribuita all'influsso e all'opera diabolica.Un viaggiatore francese al seguito di Maria di Gonzaga, Jean de Laboreur, lo stesso anno, pubblica un resoconto di viaggio in Ungheria, Carinzia, Stiria e altre terre, in cui tra l'altro viene affermato che in Ungheria ogni villaggio ed ogni castello ha almeno un esemplare di vampiro!Rifacendosi ad una vasta cultura biblica e classica il francescano Ludovicus Maria Sinistrari (nomen omen est!) nel suo De Demonialitate et Incubis et Succubis, stampato attorno alla metà del seicento e ristampato nel 1875 da Isidore Lisieux, trattando del vampirismo tra gli altri argomenti sovrannaturali, demoniaci e ossessivi, propone una tesi interessante: i vampiri non sono altro che una stirpe di creature non progenie di Adamo, dotate di un'anima simile a quella dell'uomo e di un corpo dalle qualità molto diverse.Il riferimento biblico a tale progenie parallela sarebbe l'accenno ad "un altro gregge" fatto da Cristo e riferito in Giovanni 10: io ho anche un altro gregge che non è di questo ovile." Continua a leggere Dal 1645 a Breaking Dawn di Stephenie Meyer: le radici del vampirismo» Commenta » |
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