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Il paese della Provenza dovesi paga ancorain franchi

La vetrina di un negozio di Collobrières (New York Times)COLLOBRIERES (FRANCIA) - «In questo negozio si accettano franchi». Non è lo slogan bizzarro di qualche esercente nostalgico della vecchia moneta transalpina, ma la scritta che campeggia su quasi tutti i locali di Collobrières, piccola cittadina di 1600 persone, in Provenza. In questo idilliaco paesino nel cuore della Francia è possibile fare la spesa o pagare il conto di un ristorante sia in euro e sia in franchi. La decisione di accettare banconote del vecchio conio è stata presa già dallo scorso aprile: i commercianti della zona sperano così di frenare il carovita e fare in modo che i cittadini consumino di più.
INFLAZIONE - La storia di questo piccolo borgo francese, che ha abbracciato la politica della «doppia moneta», è stata raccontata in un dettagliato articolo del "New York Times". Da aprile sono stati messi in commercio a Collobrières oltre 120.000 franchi (oltre 18.000 euro) e molti commercianti sostengono che al di là del caro-vita sono tanti i motivi ad aver spinto gli esercenti verso questa drastica scelta. Per la trentanovenne Nathalie Lepeltier, che possiede un panificio al centro di Collobrières, è esclusivamente una questione economica: «L'euro ha reso la vita più cara a tutti, i prezzi sono molti più alti che in passato. La gente - sostiene la panettiera - ha perso il senso del valore dei soldi con la nuova moneta». Ma con questa iniziativa essi rivedono i prezzi in franchi e rimangono stupefatti per l'incredibile aumento del costo della vita. Ci va già duro il sindaco della città provenzale, Christine Amrane. Sebbene si dichiari «una convinta europeista», afferma che esistono ancora troppi problemi con la moneta continentale. La prima cittadina, che è capo del Comune dal lontano 2001, sostiene che oltre al caro-vita l'euro ha reso molto meno forte nei francesi uno dei fattori che li rendeva unici: l'identità. Sulle vecchie banconote, infatti, erano raffigurate le glorie nazionali e i personaggi che avevano reso grande e famoso nel mondo il paese transalpino: «Abbiamo perso davvero qualcosa con la scomparsa della vecchia moneta» afferma il sindaco Amrane. «All'inizio l'introduzione dell'Euro, proprio come l'apertura delle frontiere, era stata salutata come una tappa centrale verso la costruzione di un' Europa unita”. Tuttavia, secondo la prima cittadina, il grande errore è stato quello di non cercare di creare una vera e propria identità europea. Sulle banconote continentale infatti sono rappresentati ponti e edifici che risultano agli occhi dei cittadini vuoti e anonimi proprio come i burocrati che dirigono l'Europa.TRA EUROSCETTICI E CITTADINI PERPLESSI - Molti cittadini sostengono che il no irlandese al trattato di Lisbona non è altro che la degna risposta a quest'Europa supercara e così lontana dai bisogni e dalle aspirazioni degli europei. Alla fine i commercianti di Collobrières sperano di poter seguire la politica della doppia moneta fino al 17 febbraio del 2012, ultimo giorno in cui la Banca di Francia accetterà le vecchie banconote transalpine e le cambierà con i biglietti continentali. Naturalmente non tutti a Collobrières sono degli euroscettici. Ad esempio, il ventinovenne Aurélien Autran, che frequenta il 'Bar de la Mairie', locale che si trova di fronte al comune, sebbene si dichiari perplesso per l'aumento indiscriminato dei prezzi con l'entrata della nuova moneta, è certo che l'euro abbia migliorato la vita di tutti. Per quanto gli riguarda grazie alla nuova moneta può andare in Spagna e comprare sigarette e alcool. Per il ventinovenne il vero problema è che i cittadini di ogni paese europeo sanno davvero poco di quello che accade a Bruxelles e delle decisioni che qui vengono prese: «E' naturale che gli irlandesi abbiano votato no al trattato di Lisbona. Essi non sapevano nemmeno cosa fosse scritto in quel documento. Anche io non so nulla di quel trattato e quindi non posso esprimermi al riguardo».

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